Come arredare un giardino piccolo

Come arredare un giardino piccolo

Avere un giardino è una grande fortuna. Mai come in questo periodo è magica la possibilità di vivere momenti di relax all’aria aperta. Non importa che si parli di lettura o di serate condivise con gli amici: quello che conta è avere uno spazio per stare bene con sé stessi e con chi si ama.

Cosa fare nelle situazioni in cui il suddetto non è di grandi dimensioni? Prima di tutto non disperare. Anche un giardino piccolo, infatti, può essere reso meraviglioso. Vediamo come nelle prossime righe.

Elementi d’arredo pieghevoli

Gli elementi d’arredo pieghevoli sono un must quando si deve arredare il giardino di estensione contenuta. Quando li si chiama in causa, non bisogna lasciarsi prendere dallo sconforto e pensare che acquistarli voglia dire portarsi a casa dei prodotti dozzinali. Oggi come oggi, infatti, si possono trovare in commercio dei tavoli da giardino di ottima fattura, realizzati quasi sempre in legni pregiati.

Trucchi di illuminazione

Un giardino ben arredato deve essere illuminato con la stessa attenzione che si dedica agli spazi indoor, come per esempio il salotto. Se in giardino non si ha sufficientemente spazio, si può ricorrere a “trucchi furbi” come i fili luminosi. Questi ultimi, caratterizzati da un fascino che cattura al primo sguardo, possono essere avvolti ai rami degli alberi.

Un’altra idea interessante prevede il fatto di appoggiarli sullo schienale di un’eventuale panca. Come non ricordare poi la possibilità di posizionare un filo luminoso anche al centro del tavolo? Questo dettaglio viene spesso scelto nei periodi di festa ma, parliamoci chiaro, ha il suo perché in qualsiasi momento dell’anno!

Sfruttare le altezze

Quando si ha a che fare con un soggiorno di dimensioni ridotte – o con una cucina, il discorso non cambia – ci si sente spesso raccomandare di sfruttare gli spazi in altezza, scegliendo mensole o pensili. Lo stesso consiglio si può dare a chi ha un giardino piccolo. In questo frangente, si può costruire una parete con dei pallet alla quale appendere dei vasi di fiori o fare lo stesso con uno dei muri esterni della casa.

Non accostare troppi colori

Tornano ancora una volta dei consigli che hanno il loro perché anche nei contesti indoor. Uno di questi prevede il fatto di evitare, se possibile, di accostare tra loro troppi colori. No, seguirlo non vuol dire castrare la propria creatività. Alzi la mano chi non ha un colore preferito, capace di mettere pace anche solo a vederlo protagonista attraverso i fiori? Ecco, quando si ha un giardino piccolo è bene concentrarsi su quello.

La situazione si fa decisamente interessante se si pensa che, focalizzandosi su 1/2 due cromie, si possono creare dei gradevolissimi abbinamenti con i cuscini delle sedie o con eventuali lanterne.

Crea un vialetto

Non c’è che dire: i consigli per allestire al meglio un giardino di piccole dimensioni non mancano! Oltre a quelli appena ricordati, è il caso di citare il fatto di creare un vialetto che taglia in due il sopra citato spazio. Con questo semplice espediente, è possibile ottimizzare il senso di prospettiva e far sembrare il giardino più grande. Possibilmente, il sopra citato vialetto dovrebbe portare all’ingresso di casa.

Viva le sedute sospese

Proseguendo con l’elenco dei consigli da prendere in considerazione quando si parla di come arredare un giardino piccolo, non si possono non considerare i vantaggi delle sedute sospese, soluzioni affascinanti che, esattamente come i già citati tavoli pieghevoli, possono essere ritirate quando non si utilizzano.

Lo stile minimal

Lo stile minimal si presta alla perfezione all’allestimento di un giardino di estensione non eccessiva. Aiuole caratterizzate soprattutto dalla presenza di pietre di diversi colori, cespugli senza fiori e dalla forma netta e piante ad alto fusto come il bambù: tutte idee per dare vita a uno spazio essenziale, ideale quando non si hanno dalla propria i metri quadri.

Ascensori, ecco con che frequenza si deve svolgere la manutenzione

Ascensori, ecco con che frequenza si deve svolgere la manutenzione

Quando si parla di sicurezza a livello condominiale, ci sono degli impianti che più di tanti altri hanno bisogno di ricevere costante e specifica manutenzione. Uno di questi impianti corrisponde indubbiamente all’ascensore.

Muoversi per i vari piani di un palazzo è un aspetto molto importante e l’ascensore serve proprio a questo, abbattendo ogni tipo di barriera architettonica. Ecco spiegato il motivo per cui il buon funzionamento di un simile impianto è fondamentale, ma per raggiungere un simile obiettivo serve prestare la massima attenzione alle attività di manutenzione che è necessario svolgere e quale frequenza rispettare.

Manutenzione ordinaria: di cosa si tratta

Quando si tratta di manutenzione ordinaria, si fa riferimento a una delle attività più importanti per assicurare il buon funzionamento di un ascensore. È la normativa attualmente in vigore che lo prevede. Il riferimento è all’articolo 15 del D.p.R. numero 162 del 1999 che enuncia proprio l’obbligo, per tutti coloro che hanno la proprietà di un ascensore, di svolgere la manutenzione dell’impianto di ascensione affidandola a una ditta specializzata, piuttosto che a del personale che sia dotato di apposita certificazione.

Di conseguenza, è del tutto vietato mantenere in esercizio un ascensore nel caso in cui tale operazione non venga svolta da parte di una ditta o un soggetto che ha ricevuto apposita abilitazione in base a quanto è previsto dalle norme di legge, come Everest s.r.l., che opera da tanti anni in questo settore..

Le due tipologie di attività di manutenzione

Per essere in regola con quanto è previsto dalla legge, quindi, chi si occupa della manutenzione di simili impianti deve necessariamente svolgere due attività distinte. La prima riguarda le visite di manutenzione che hanno carattere di prevenzione. In questo caso, l’obiettivo primario è quello di controllare che tutti i componenti principali dell’impianto funzionino nel migliore dei modi. Nello specifico, la previsione di legge suggerisce di focalizzarsi sulle serrature, così come sulle porte dei piani. Non solo, dal momento che bisogna anche provvedere alla verifica delle condizioni in cui si trovano le funi, ma anche svolgere le tradizionali attività di pulizia, così come di lubrificazione delle componenti fondamentali.

La seconda categoria di attività di manutenzione ha un fine completamente diverso. Ovvero, ha come scopo quello di controllare che l’impianto sia integro in tutti i suoi componenti e che, in modo particolare, quelle parti e sistemi che sono deputati alla sicurezza funzionino sempre in maniera efficiente e sicura.

Insomma, l’intento principale di questi interventi è quello di accertare la sicurezza dell’impianto di ascensione. È facile intuire come si andrà a controllare le funi, il paracadute, i sistemi di allarme e così via. In questo secondo caso, il legislatore ha previsto anche una cadenza minima con cui svolgere l’attività di manutenzione, ovvero ogni sei mesi. Di conseguenza, viene definita semestrale.

Si tratta di una scadenza che deve essere rispettata in maniera tassativa. Invece, in riferimento a tutte quelle visite di manutenzione che hanno carattere di prevenzione, non è prevista una frequenza minima che deve essere rispettata. Infatti, in questo caso serve intervenire solo ed esclusivamente nel caso in cui l’impianto presenti delle effettive esigenze in tal senso.

Scendendo un po’ più nello specifico, bisogna mettere in evidenza come il numero corretto di visite da svolgere sia legato completamente alle caratteristiche e alle specifiche di ciascun impianto di ascensione. Non solo, ma anche dal suo stato di conservazione, così come le varie condizioni e l’intensità di impiego.

Molto importante mettere in evidenza, infine, come in linea generale, mediamente gli ascensori in Italia vengono controllati con un numero di visite annuali che è compreso tra 6 e 12, tenendo conto in tale cifra anche delle due visite semestrali che sono obbligatorie per legge.

Cosa fare se si spezza la chiave nella serratura?

Cosa fare se si spezza la chiave nella serratura?

A volte può capitare che, se mettiamo troppa forza nel movimento o se la serratura è usurata, il risultato a cui ci troviamo davanti sia la chiave che si spezza e rimane incastrata all’interno della serratura. In questi casi quello che bisogna fare è estrarre il pezzo di chiave rimasto bloccato dalla serratura, cercando di non danneggiare quest’ultima.

In ogni caso, una buona manutenzione e lubrificazione delle parti metalliche della serratura dovrebbe impedire questi spiacevoli incidenti, per cui è consigliato cercare di prevenire usura e danneggiamenti operando una buona manutenzione.

Estrarre la chiave dalla serratura

Anche se si tratta di operazioni piuttosto delicate, è possibile estrare un frammento di chiave dalla serratura anche senza l’aiuto di un professionista, ma possiamo farlo da noi usando gli strumenti giusti e molta cautela.

Un primo metodo può essere quello di utilizzare un ferro per l’uncinetto, se possibile il più sottile disponibile. Il ferro andrà lentamente inserito nella serratura, facendo attenzione a mantenere l’uncino rivolto verso di noi. Fatto ciò, bisognerà agganciare l’uncino ai dentini della chiave, per poi tirare delicatamente verso di noi quanto basta per estrarre completamente la chiave, aiutandoci anche con le dita o con una pinza.

Se la chiave rimane incastrata all’interno di una serratura a cilindro europeo la procedura da seguire è più complicata, ma è ancora possibile riuscire nel nostro intento senza bisogno di aiuto. In questo caso servirà inserire una chiave identica a quella rotta dall’altro lato della porta, fino a che questa non incontra l’ostacolo. A questo punto, si dovrà colpire leggermente la chiave integra con un martello, facendo attenzione a non romperla. In questo modo, l’onda d’urto dovrebbe far leggermente uscire il frammento di chiave dall’altro lato, che andremo ad afferrare con una pinza e tirare delicatamente fino ad estrarlo del tutto.

Va ricordato che questi metodi funzionano se la chiave si spezza poco in profondità, in modo tale che possa essere afferrata o che alcuni colpi ben assestati la possano far uscire quel tanto che basta da riuscire ad afferrarla. Se invece la chiave si spezza più in profondità, la situazione si complica ulteriormente. Un ferro da calza non riuscirebbe a raggiungerla senza danneggiarsi e danneggiare la serratura, e i colpi di martello dati alla chiave integra finirebbero per rompere anche quella, senza raggiungere nessun risultato.

In questo caso è necessario rompere il cilindro della serratura, forando con un trapano di dimensioni progressivamente maggiori sotto al foro in cui si inserisce la chiave. Ovviamente, questo metodo danneggia in modo irreversibile la serratura, che andrà sostituita completamente, e si rischia anche di danneggiare il telaio della porta, trovandosi a dover sostenere spese ancora maggiori.

Dunque, piuttosto di arrangiarsi e danneggiare la propria porta, la soluzione più consigliata se la nostra chiave si spezza all’interno della serratura è quella di chiamare un fabbro urgente a Torino e attendere l’intervento di un professionista, che valuterà la gravità della situazione e risolverà il problema utilizzando gli strumenti adatti.

Lampada da terra: come sceglierla

Lampada da terra: come sceglierla

Come ben si sa, l’illuminazione è fondamentale per l’atmosfera di qualsiasi ambiente domestico. Quando la si chiama in causa, sono diversi i dettagli da definire per ottenere un risultato capace di stupire. Approfondirli significa, per forza di cose, citare le lampade da terra, veri e propri elementi d’arredo che, come vedremo, si prestano a diversi approcci stilistici. Come sceglierle? Nelle prossime righe, abbiamo raccolto alcuni consigli che speriamo possano esserti utili.

Lampada da terra: guida all’acquisto

Oggi come oggi, basta poco per trovare lampade da terra meravigliose. Rivenditori di successo come Animosi Illuminazione propongono infatti tantissime alternative. Come scegliere la migliore? I criteri da considerare sono diversi. Si può, per esempio, optare per soluzioni con paralumi chiari nei casi in cui si ha la necessità di ottimizzare l’illuminazione in un’area relax o in un angolo lettura.

Come già detto, sono diversi i casi da tenere in considerazione e uno di questi prevede il fatto di valorizzare elementi decorativi del soffitto, come per esempio eventuali stucchi. In questo caso, l’optimum prevede il fatto di orientarsi verso lampade da terra che illuminano la parte alta della stanza.

Come abbinarla

Quando si decide di comprare una lampada da terra, è naturale chiedersi come abbinarla. Non ci sono regole scritte sulla pietra al proposito. Tutto dipende dallo stile generale dell’ambiente. Nei casi in cui, per esempio, si ha a che fare un salotto arredato in stile classico, una buona idea prevede il fatto di focalizzarsi verso due lampade da terra uguali e dalle linee semplici, caratterizzate possibilmente da un paralume chiaro e da posizionare ai due lati del divano.

Nel caso di un living arredato in ottica minimal – questo ambiente della casa è oggettivamente il più popolare quando si tratta di collocare delle lampade da terra – ci si può orientare, invece, verso soluzioni dal paralume scuro. In questo caso, quello che conta è che la struttura principale sia il più essenziale possibile. Il protagonista, ribadiamo, è il paralume. Lo si può abbinare a diversi dettagli presenti nella stanza, dai cuscini per il divano fino alle cornici di eventuali quadri, stampe o foto appese alle pareti.

Lampada da terra per illuminare il tavolo? Sì, grazie!

Non c’è storia: la lampada da terra è davvero un elemento super versatile. Quando la si chiama in causa, è necessario rammentare la possibilità di utilizzarla per illuminare il tavolo in un open space sala da pranzo – living. In casi del genere, il mix tra diverse tipologie di illuminazione è il must e, molto spesso, quando si chiama in causa il piano del tavolo si consiglia il ricorso a una lampada a sospensione.

Se si vuole uscire da queste linee guida e puntare a un approccio più creativo, si può optare per una lampada da terra con un paralume particolarmente originale. Onde evitare il fastidioso effetto “lampadario della nonna”, quest’ultimo andrebbe comunque abbinato con altri elementi presenti nell’ambiente. Quali, di preciso? La risposta a questa domanda è legata a filo doppio alla creatività di chi arreda. Si può creare un abbinamento cromatico con eventuali vasi presenti sulle mensole o negli armadietti vicino al tavolo o dare vita a un mix cromatico speciale con protagonista il sopra citato paralume e i coprisedia.

Altri consigli

Come hai appena potuto vedere, sono diverse le dritte da considerare quando si ha intenzione di acquistare una lampada da terra. Un’altra dritta da considerare prevede il fatto di acquistarla con paralume orientabile nelle situazioni in cui si punta a illuminare un angolo lettura. Attenzione: la caratteristica appena ricordata è utile anche in altri casi. Tra questi, rientrano le situazioni in cui si ha la necessità di illuminare un quadro o una foto a cui si è particolarmente legati e che si vuole valorizzare al massimo.

Come saldare l’alluminio: passaggi da seguire nel dettaglio

Come saldare l’alluminio: passaggi da seguire nel dettaglio

La saldatura dell’alluminio non è assolutamente semplice da realizzare, dal momento che dovranno essere presi in considerazione, nello specifico, diversi dettami che permettono di comprendere tutto ciò che c’è da sapere a proposito di come trattare questo particolare e difficile metallo. L’alluminio, in effetti, è un metallo tutt’altro che semplice da trattare e, per questo motivo, molto spesso ci si serve di professionisti come un fabbro a Firenze o presente in altre realtà italiane per riuscire a ottenere una saldatura nel migliore dei modi, che sia comprensiva di una serie di passaggi che permetteranno di effettuare questo lavoro in modo pressoché ottimale. Tantissime persone vorrebbero scoprire, tuttavia, tutto ciò che c’è da sapere a proposito di come realizzare una saldatura fai da te, così da risolvere le proprie problematiche in modo efficace.

Effettuare una saldatura dell’alluminio: consigli da seguire per realizzarla

Al fine di comprendere tutto ciò che c’è da sapere relativamente a come effettuare una saldatura dell’alluminio nel migliore dei modi, soprattutto se il metodo utilizzato è quello del fai da te, bisognerà conoscere, effettivamente, le caratteristiche fisiche del metallo che sarà preso in esame per il proprio lavoro di saldatura. L’alluminio presenta un aspetto lucido, che sarà assicurato durante tutta la fase di saldatura. Fondere questo metallo è possibile a partire da una temperatura di 500 gradi, fino a poco meno di 700 gradi centigradi; se, generalmente, la temperatura basica per fondere un metallo come l’alluminio è quella sopracitata, bisogna anche considerare il fatto che l’alluminio fonde oltre i 2500 gradi, per quanto il processo di saldatura avvenga attraverso una pulizia dell’alluminio

Ciò significa che, per effettuare la saldatura dell’alluminio, occorre servirsi di alcuni strumenti nello specifico, come i seguenti:

  • spazzola con fili di inox;
  • mola con dischi lamellari;
  • acetone o alcool puro;

Sulla base degli strumenti precedentemente presi in considerazione, bisognerà dapprima eliminare l’ossido dall’alluminio servendosi di una spazzola o di un disco lamellare, per poi sgrassare il metallo in questione con acetone o alcool; è importante non utilizzare il diluente per vernici dal momento che questo stesso lascerà dei residui oleosi, che non assicureranno la pulizia ottimale dell’alluminio.

Il lavoro di saldatura dell’alluminio: ultimi passaggi da seguire

Dopo aver considerato tutto ciò che c’è da sapere a proposito delle informazioni preliminari da sottolineare relativamente a una pulizia dell’alluminio e alla saldatura dello stesso, si potrà scendere nello specifico dell’azione che dovrà essere realizzata. L’alluminio è un ottimo conduttore di calore, dunque bisognerà scaldare il pezzo di alluminio prima di iniziare con la fase di saldatura, portando lo stesso a una temperatura di almeno 70 gradi, con una fiamma a propano.  

Ovviamente, per quanto sia assolutamente intuitivo, è più che semplicemente sconsigliato scaldare l’alluminio all’interno di un forno di casa, dal momento chi si correrebbero dei seri rischi sotto questo punto di vista; dopo aver considerato quest’ultima dinamica, per effettuare la saldatura, bisognerà servirsi degli accessori giusti per effettuare una saldatura ottimale, come una guaina per la torcia, punte guidafilo e rulli. Il gas di cui ci si dovrà servire, invece, è l’argon, considerato come inerte e dunque incapace di reagire con un metallo.

La scelta del gas in questione è fondamentale, dunque bisognerà agire nel migliore dei modi sotto questo punto di vista facendosi bene consigliare da un rivenditore e non essendo frettolosi con la propria scelta. A questo punto, non resterà altro che seguire i passaggi decisivi per la saldatura dell’alluminio, servendosi degli strumenti predisposti alla realizzazione di questo lavoro. Per un lavoro di saldatura vero e proprio, naturalmente, è richiesto l’intervento di un professionista per mettere a punto il proprio obiettivo senza correre inutili rischi. 

Consigli per la scelta di un tappeto

Consigli per la scelta di un tappeto

È spesso uno degli elementi che riescono a rivoluzionare l’estetica di un intero ambiente. Stiamo parlando del tappeto, uno di quegli elementi d’arredo che è sempre molto complicato scegliere, dal momento che ci sono numerose variabili in gioco. Si va dalla dimensione corretta fino ad arrivare al colore più adatto alle proprie esigenze, senza dimenticare l’ambiente in cui deve essere inserito.

La scelta di un tappeto è molto importante e, nella maggior parte dei casi, deve seguire inevitabilmente le proprie preferenze. L’obiettivo, in fondo, è quello di dare maggiore carattere personalità a un determinato ambiente o ad una specifica camera. Possono cambiare le proprie esigenze, ma in realtà i designer d’interni sono d’accordo su un punto: il tappeto rappresenta un vero e proprio investimento, che offre la possibilità di garantire quel tocco di colore, ma anche di calore, in più in zone ben specifiche all’interno di un’abitazione.

La scelta di un tappeto e le abitudini di casa

Il primo passo che si deve compiere è quello di domandarsi il motivo per cui si ha intenzione di comprare un tappeto. L’intento è semplicemente quello di riempire un determinato spazio, ma si può cercare anche di aumentare il comfort di un pavimento che, di solito, è molto freddo piuttosto che realizzato in legno. Ecco spiegato il motivo per cui uno degli aspetti da valutare con maggiore attenzione è il tappeto metraggio, in modo tale da capire nel dettaglio quale debba essere la superficie effettivamente da coprire.

In questi casi, ecco che il tappeto rappresenta una valida alternativa per lo sviluppo di un’atmosfera molto più confortevole e calda, ma anche pratica, visto che riesce a integrare non solo eleganza e lusso, ma anche una diffusa sensazione di benessere e di morbidezza.

Prima di provvedere all’acquisto di un tappeto, la cosa migliore da fare è quella di valutare con la massima attenzione tutti i vari aspetti e vantaggi pratici del possederne uno in casa. Come qualsiasi altro elemento d’arredo, anche il tappeto dovrà inevitabilmente allinearsi rispetto allo stile che è presente nella vostra abitazione.

Il discorso, un po’ più in generale, è quello di mettere in conto che il tappeto dovrà essere curato e pulito in maniera adeguata. Quindi, ci sarà da mettere in conto tutte quelle problematiche che si riferiscono all’usura, così come ci sarà da combattere contro le macchie, ma anche da valutare la presenza di bambini e animali domestici, con tutto quello che ne può conseguire. Una volta ragionato su tutti questi aspetti, ecco che si può provare a orientare la propria scelta sui materiali e sulle fantasie più adatte per il proprio tappeto.

La stanza dove va inserito, dimensioni e proporzioni

Come detto, la scelta del tappeto da acquistare va fatta soprattutto in base all’ambiente o alla stanza in cui deve essere inserito. Sono molto belli i tappeti di notevoli dimensioni, che vanno a ricoprire quasi tutta la superficie di camera, ma è importante mettere in evidenza come la funzione di un simile elemento non deve essere prioritariamente quella di ricoprire un brutto pavimento.

Per raggiungere un ottimo impatto dal punto di vista estetico, la cosa migliore da fare è quella di controllare e valutare sempre con la massima cura e precisione le proporzioni, provando a collocare i vari mobili, in modo particolare quando si tratta di letti, ma anche divani e tavoli, sempre sul tappeto e mai su bordi, dove potrebbero cadere per via di un equilibrio decisamente sottile. Di solito, si consiglia di optare per un tappeto caratterizzato da una larghezza superiore di almeno 20 centimetri in confronto ai mobili che sono collocati al di sopra. 

Acquistare casa sul lago di Garda, pro e contro

Acquistare casa sul lago di Garda, pro e contro

Acquistare una abitazione sul lago di Garda è il sogno di molte persone. Panorami da sogno, una proposta enogastronomici di primo ordine e la possibilità di “vivere in vacanza” in ogni momento dell’anno. Vediamo quali sono i pro e i contro di questa scelta.

Acquistare una casa è sempre un passo importante, in particolare se ci si deve trasferire da lontano. Non sempre si conosce alla perfezione la zona dove ci si vuole trasferire o si vuole prendere una abitazione per una vacanza. Il lago di Garda è diventata sempre più una meta ricercata dalle persone che amano vivere all’aperto e vogliono trascorrere le loro giornate godendo delle bellezze che la natura può offrire.

Come ci confermano i dirigenti di Agrim agenzia immobiliare, una realtà con sede a Desenzano del Garda e che si occupa di intermediazione immobiliare, il numero di persone interessate ad acquistare un’abitazione in questa zona sono sempre maggiori. La bellezza dei paesaggi, la conformazione del territorio e l’offerta di divertimenti crea un mix davvero perfetto e ideale per chi vi si vuole trasferire in pianta stabile.

Vediamo più in dettaglio quali sono i punti a favore e sfavore di questa scelta.

Vantaggi nell’acquistare un’abitazione sul lago di Garda

Un territorio ricco di storia e cultura. L’Italia è una nazione ricca di storia e cultura, e il lago di Garda non è certamente carente in questa caratteristica. Monumenti di rara bellezza, borghi dalla storia millenaria e una selezione di musei che vi accompagneranno alla scoperta del suo passato. Abitare sul lago di Garda, è come vivere all’interno di un vero e proprio museo diffuso.

Panorami da sogno in ogni momento dell’anno. Vivere sul lago di Garda e amare camminare è un connubio perfetto. In ogni momento dell’anno il mutare dei colori della vegetazione e quindi del panorama, rendono sempre nuovo perdere lo sguardo nella

Immobili che incrementano il loro valore di anno in anno. Così come succede per molte località turistiche in tutto il mondo, anche le abitazione sul lago di Garda vedono incrementare il loro valore con il passare del tempo. Questo, in particolare se la loro posizione è fronte lago o gode di un particolare vista. Scegliendo con cura dove acquistare la propria abitazione, senza fretta e aspettando l’occasione giusta, si potrà essere sicuri che il proprio investimento si rivaluterà nel corso del tempo. Un punto a favore decisamente da prendere in considerazione al momento dell’acquisto di una abitazione sul lago di Garda.

Svantaggi nell’acquistare un’abitazione sul lago di Garda

Difficoltà nello spostarsi nel periodo estivo. Così come succede in molte località turistiche in tutto il mondo, anche nel lago di Garda durante la stagione estiva si possono avere dei problemi di traffico e di problemi nello spostarsi con i propri mezzi. La presenza di una sola via di transito – la Gardesana – purtroppo può portare a delle code e dei continui rallentamenti.

Alto prezzo di acquisto al metro quadro. Maggiore è la richiesta di abitazioni in una determinata zona, maggiore sarà il loro prezzo al metro quadro. Il lago di Garda è una zona dove le abitazioni non sono prettamente economiche, ma è bene ricordare che nel corso degli anni si potrà avere un incremento del valore del proprio immobile. Un fattore che è bene prendere in considerazione.

Come si è potuto vedere, i vantaggi superano di gran lunga gli svantaggi nell’eseguire un’operazione di acquisto immobiliare in questa zona turistica. I borghi che costellano le rive del lago di Garda sono molti, e molti offrono una serie di caratteristiche proprie che li rendono estremamente differenti gli uni dagli altri. Non sempre è semplice scegliere dove trasferirsi, ma potete essere sicuri che la scelta di dimorare lungo le sponde di questo placido bacino di acqua dolce è sicuramente un’ottima soluzione sotto molti punti di vista.

Ascensori: quando si deve intervenire con la manutenzione

Ascensori: quando si deve intervenire con la manutenzione

Nel corso degli ultimi tempi, si sente spesso e volentieri parlare di manutenzione degli ascensori, ma poi all’atto pratico in pochi sanno di cosa si tratta. Uno degli aspetti principali da mettere in evidenza è certamente legato al fatto che la sicurezza, sia all’interno di un condominio che di un’abitazione privato deve essere in cima alla lista delle priorità.

Ecco spiegata la ragione per cui è fondamentale accertarsi che tutti i vari impianti che sono presenti all’interno dell’edificio funzionino nel migliore dei modi. Di conseguenza, ecco che anche un impianto fondamentale per abbattere le barriere architettoniche come l’ascensore, non può che essere oggetto di appositi e specifici controlli e verifiche.

Affidarsi solo ad aziende specializzate

Uno dei consigli più importanti da seguire per quanto riguarda le varie attività di manutenzione è quella di fare affidamento solo ed esclusivamente ad aziende che operano in modo certificato e con specifica abilitazione.

In tal senso, ecco che Arno Manetti è sicuramente una delle aziende che operano da più tempo e con successo in questo settore, garantendo un alto livello di affidabilità, qualità e precisione in ogni tipo di intervento. Non solo, dal momento che vengono svolte attività di manutenzione di impianti di ogni tipo di marca, ma anche delle vere e proprie ristrutturazioni, parziali o complete, piuttosto che di servizi di assistenza specifici per soddisfare al meglio le esigenze della clientela.

Gli interventi di manutenzione

Le visite di manutenzione che vengono portate a termine da parte di ditte specializzate e abilitate possono essere di due tipologie. Si può trattare di visite di manutenzione preventiva oppure delle visite approfondite. Nel primo caso, l’obiettivo è quello di tenere sempre sotto controllo il funzionamento normale dell’impianto. Nello specifico, si andrà a controllare lo stato di funzionamento che riguarda le porte dei piani, così come le porte di cabina, piuttosto che lo stato delle funi. Non solo, visto che spesso vengono portate a termine pure operazioni di lubrificazione dei vari meccanismi dell’ascensore. Nel secondo caso, l’intervento ha come fine ultimo quello di verificare integrità e funzionamento di tutte quelle parti che vanno a garantire la sicurezza dell’impianto.

Le regole da seguire nella manutenzione degli ascensori

Per fare in modo di preservare sempre al massimo due aspetti importanti come la sicurezza e il buon funzionamento di questi impianti, è chiaro come sia fondamentale rispettare delle semplici, ma importantissimi regole.

Ad esempio, all’interno degli edifici di natura condominiale, ecco la figura che detiene la responsabilità della sicurezza degli ascensori, così come colui a cui spetta svolgere i controlli periodici che riguarda tali impianti, deve corrispondere all’amministratore di condominio. I condomini hanno ovviamente la possibilità di controllare in ogni momento lo svolgimento corretto di tali attività di manutenzione.

Come dicevamo in precedenza, l’attività di manutenzione ordinaria deve essere portata a termine con una cadenza pari a due volte all’anno, ogni semestre. Invece, con una cadenza biennale, ecco che l’ascensore deve essere sottoposto a una speciale verifica, il cui compito ricade sulle spalle dell’ASL oppure svolta da parte di una società di certificazione che ha ricevuto apposita abilitazione per eseguire tale mansione.

Tutti i vari controlli e verifiche periodiche che sono state portate a termine, devono essere necessariamente segnate e rilevate sul libretto di impianto. In caso contrario, devono comunque risultare all’interno di specifiche certificazioni.

Qualora i vari documenti che si riferiscono all’impianto di ascensione, per qualsivoglia ragione, dovessero essere andati persi, ecco che ci sono alcuni aspetti da tenere ancora più a mente. Ad esempio, in ambito condominiale, per essere sicuri che l’ascensore che usate nella vita di tutti i giorni venga sottoposto in modo corretto alle varie attività di manutenzione, si può fare richiesta di verificare i bilanci annuali, in modo tale da capire se ci sono le relative voci di spesa o meno.

Come restaurare un mobile da soli

Come restaurare un mobile da soli

Per chi ama gli stili di arredamento più classici, trovare il giusto pezzo per arredare una stanza può essere un vero e proprio tormento. Spesso, infatti, per avere i mobili che si stanno cercando occorre controllare decine e decine di negozi di antiquariato, soltanto per scoprire poi che il mobile desiderato ha un problema causato dall’usura o dalle cattive condizioni in cui era conservato ed ha bisogno di un costoso processo di restaurazione. Se non si vuole rinunciare al mobile a causa del prezzo troppo alto, si può provare, con un po’ di iniziativa, molta pazienza e tanto coraggio, ad apprendere l’arte del restauro e a riportare alla vita il proprio mobile da soli.

Restaurare dei mobili con il fai da te non è semplice, e richiede diverse competenze. Spesso, infatti, i vecchi mobili hanno delle componenti che vanno completamente sostituite, come ad esempio le serrature dei cassetti: se non ti senti a tuo agio con l’idea di installare da solo una componente o non trovi dei tutorial specifici a riguardo, puoi sempre metterti in contatto con un fabbro per serrature per farti mostrare il procedimento in ogni dettaglio, così da poterlo ripetere in seguito.

Imparare come restaurare un mobile da soli può essere molto utile per chi ama occuparsi dell’arredamento della propria casa: una volta imparata questa magnifica arte, infatti, si potranno acquistare dei mobili che prima, a causa delle loro condizioni, non si sarebbero nemmeno considerati. Inoltre, il restauro può diventare un fantastico hobby, può tornare utile nella manutenzione dei propri mobili di casa e, perché no, può anche essere la base per costruire una propria attività commerciale. Per imparare e migliorare, naturalmente, si consiglia di esercitarsi molti su mobili poco preziosi e di non avere vergogna a contattare dei professionisti nel caso non ci si senta sicuri su cosa fare.

Restauro di un mobile antico: da dove iniziare

il restauro è un lavoro che richiede tempo, pazienza e anche una certa dedizione. A seconda delle condizioni in cui versa il mobile che si intende restaurare, i risultati possono arrivare dopo molto tempo e non essere esattamente all’altezza delle proprie aspettative. Ma, con le giuste tecniche e tanta pazienza, è possibile far tornare alla vita pezzi di arredamento che potrebbero sembrare da buttare via. Ma da dove iniziare il restauro di un mobile antico?

Come prima cosa, occorre smontare il mobile e separare tutte le parti di metallo per verificarne il corretto funzionamento ed effettuare un’accurata pulizia. Occorre prestare molta attenzione ai prodotti che si usano per pulire i metalli: utilizzare quelli specifici è sempre meglio. Se alcuni pezzi sono rotti, bisogna comunque conservarli per cercare dei sostituti adeguati. Dopo aver finito queste operazioni, ci si dovrà occupare del lavaggio del mobile e della ricerca dei danni. Se il mobile che state restaurando è di legno, si consiglia di fare molta attenzione durante questo procedimento: se il legno assorbe troppa umidità potrebbe gonfiarsi, deformarsi e addirittura marcire.

Una volta che il mobile sarà asciutto, si potrà passare alle vere e proprie operazioni di restauro: lo scrostamento della vernice precedente e la riparazione dei danni. Fatto questo, se il mobile è di legno, occorrerà un’operazione di carteggiatura ed un nuovo lavaggio.

Come dare nuova vita ad un mobile antico

Se la vostra intenzione era quella di restaurare il mobile per riportarlo alle proprie condizioni originarie, allora a questo punto vi basterà utilizzare tutti i prodotti necessari per farlo tornare al suo aspetto originale. Ma non è detto che non si possano apportare dei cambiamenti e dare sfogo alla propria creatività. Ci sono diverse tecniche e modifiche che potrete apportare una volta che il vostro mobile sarà pronto ad essere nuovamente riverniciato e rifinito con i corretti prodotti. Non abbiate paura di sperimentare e di dare un aspetto nuovo al vostro piccolo capolavoro.

Manutenzione ordinaria e straordinaria ascensori: tutti gli aspetti a cui prestare attenzione

Manutenzione ordinaria e straordinaria ascensori: tutti gli aspetti a cui prestare attenzione

Tutti quegli impianti che hanno una mobilità verticale e sono dotati di un sistema di ascensione presentano un aspetto piuttosto problematico, che va studiato e tenuto sempre in grande considerazione. Si tratta, come si può facilmente intuire, della manutenzione, una tematica davvero molto importante per poter garantire sempre un corretto funzionamento di tali impianti.

Come si può facilmente intuire, gli ascensori sono degli impianti che vengono usati dalle persone davvero molto di frequente. È sufficiente pensare, ad esempio, all’interno di un condominio, dove c’è un ascensore condominiale, per l’appunto, che viene usato con frequenza quotidiana da parte di chi abita nel palazzo.

Ecco spiegato il motivo per cui entra in gioco un aspetto fondamentale come la manutenzione. Per poter garantire, infatti, un funzionamento sempre corretto e per poter tutelare, al contempo, il più possibile la sicurezza delle persone che ogni giorno usano l’ascensore, la cosa migliore da fare è affidare la manutenzione dell’ascensore solamente a una ditta specializzata. Per tutti coloro che abitano in Toscana, nello specifico nella zona di Firenze e Pisa, Vendra è indubbiamente una delle soluzioni migliori, dal momento che riesce a unire affidabilità nell’installazione e manutenzione di vari sistemi di ascensione, ma anche una notevole esperienza, lavorando da diversi anni in questo settore.

Cosa dicono le norme di legge

La manutenzione degli ascensori, come detto, rappresenta un aspetto particolarmente delicato, e bisogna seguire molto bene quanto previste dalle norme di legge. Infatti, a riguardo di tale tema, le previsioni a cui fare riferimento sono contenute nel DPR 162 del 1999. Scendendo ancora di più nello specifico, ecco che l’articolo 15 rappresenta una norma fondamentale.

Infatti, quest’ultimo articolo prevede come ci sia l’obbligo di dare in affidamento i vari lavori di manutenzione a una ditta specializzata. Altrimenti, ci si deve comunque rivolgere a tutti coloro che hanno ottenuto un apposito certificato di abilitazione, che permette quindi di svolgere tutte le attività di manutenzione e gli altri interventi che si possono rendere necessari da effettuare sull’ascensore.

Tutto questo vuol dire semplicemente che anche chi ha una certa esperienza nei lavori manuali, dovrà rispettare assolutamente le previsioni di legge, evitando di mettersi in proprio, ma affidandosi solo ed esclusivamente a tecnici che sono hanno competenze e una specializzazione tale da poter svolgere questo tipo di interventi sugli ascensori.

Cosa è previsto nella manutenzione di un ascensore

In relazione a quanto previsto proprio dal DPR 162 del 1999, bisogna mettere in evidenza come siano essenzialmente due le tipologie di manutenzione che si devono svolgere. La prima corrisponde alla manutenzione che ha carattere preventivo. Si tratta di una serie di interventi che devono essere portati a termine da parte del manutentore per fare in modo di verificare che tutte le principali componenti dell’ascensore funzionino in maniera corretta.

Nello specifico, le attività di manutenzione preventiva vanno a focalizzarsi in modo particolare sulle porte dei diversi piani, ma anche alle condizioni, soprattutto in riferimento all’usura, in cui si trovano le corde, ma anche le serrature e via dicendo. Nel corso di tale fase, tra i compiti di chi effettua l’operazione di manutenzione, troviamo anche lo svolgimento di attività di pulizia e lubrificazione di tutte le diverse componenti.

La seconda fase è, invece, rappresentata è invece legata alla manutenzione che ha come fine quello di controllare l’efficienza e l’integrità di tutti i diversi componenti, così come i sistemi che vanno a determinare la sicurezza di un ascensore. Il riferimento, come si può facilmente intuire, è alle funi, al paracadute e così via. Questi interventi vanno portati a termine con cadenza semestrale, mentre in riferimento alla manutenzione preventiva non ci sono termini minimi da rispettare.